Questa è la lezione 14 del secondo modulo del corso di formazione per insegnanti “EUPress”, che tratta il tema “Lo Spazio europeo dell’istruzione”.
Nel 2021, le scuole di tutta l’UE hanno ripreso le attività dopo la significativa interruzione causata dal Covid-19. Questa lezione descrive l’impatto del Covid-19 sul sistema educativo europeo.
La pandemia di COVID-19 ha causato un’interruzione senza precedenti nell’attività delle scuole europee, costringendo milioni di studenti a passare dalle lezioni in aula all’apprendimento a distanza o ibrido praticamente da un giorno all’altro. Ma con la chiusura delle scuole in Europa, un’indagine del 2021 rivela che non tutti i sistemi educativi nazionali erano ugualmente preparati e non tutti gli studenti hanno ricevuto lo stesso supporto.
I dati, presentati in un modulo didattico di EUPress, mostrano approcci nettamente diversi nei vari paesi dell’UE durante il lockdown, sollevando interrogativi sul futuro della preparazione digitale e del supporto al benessere degli studenti.
Apprendimento a distanza: una risposta frammentaria in Europa
Il passaggio all’apprendimento online è variato significativamente tra gli Stati membri:
- L’Italia è stata tra i paesi in cui quasi tutte le lezioni si sono svolte completamente online.
- La Germania ha registrato uno dei tassi più bassi di didattica a distanza, con molti studenti che hanno segnalato interruzioni di vario tipo o riduzioni sostanziose nell’attività didattica.
- Al contrario, Francia e Romania hanno registrato percentuali più elevate di studenti che hanno ricevuto istruzione in presenza durante i lockdown.
Queste differenze riflettono la limitata competenza dell’UE in materia di politica dell’istruzione, lasciando a ciascun paese la libertà di improvvisare la propria strategia.
Studenti: “Supportati, ma non in modo equo”
Alla domanda se si sentissero impotenti durante lo svolgimento dei compiti scolastici online, la maggior parte degli studenti in tutta Europa ha dichiarato di sentirsi ragionevolmente supportata, ma con notevoli eccezioni:
- In Romania, quasi uno studente su quattro ha affermato di sentirsi “impotente” online.
- Altrove, la percezione di impotenza variava dal 10 al 20%, il che suggerisce che le scuole sono riuscite a garantire la continuità didattica di base, anche sotto pressione.
Il picco generalizzato di cyberbullismo evidenzia le lacune nella sicurezza digitale
Una tendenza allarmante durante il lockdown è stata l’aumento del cyberbullismo:
- Gli studenti in Germania, Italia e altri paesi hanno segnalato livelli significativamente più elevati di molestie online rispetto al periodo pre-pandemia.
- La correlazione è chiara: con l’apprendimento, la socializzazione e l’intrattenimento che si sono spostati online, i rischi si sono intensificati, mettendo in luce le lacune nella sicurezza digitale. Educazione e monitoraggio della sicurezza.
Il benessere degli studenti, in primo piano
La pandemia ha trasformato per la prima volta il benessere degli studenti in una questione prioritaria dell’agenda politica europea. La ridotta interazione sociale, l’aumento dell’ansia e la disuguaglianza nell’accesso a spazi di studio tranquilli sono diventati problemi urgenti a livello transfrontaliero. Alcuni degli studenti più vulnerabili hanno visto aggravarsi ulteriormente gli svantaggi preesistenti – digitali, economici ed emotivi.

